Perché si dice

Fausto Raso

Perché si dice…”Testa o croce”

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Continua il nostro viaggio alla scoperta delle origini storiche e gli aneddoti che si celano dietro le espressioni che usiamo quotidianamente durante la vita di tutti i giorni. Oggi vi spieghiamo l’origine dell’espressione ‘Testa o croce

‘Testa o croce’ la tecnica più comune per operare una scelta tra due possibili, con uguale probabilità che capiti una o l’altra. Si effettua utilizzando una moneta e consiste semplicemente nell’associare a priori le due scelte possibili alle due facce della moneta, lanciare quest’ultima in aria, e considerare vincente la scelta relativa alla faccia mostrata della moneta dopo la caduta.

 

Le origini del ‘testa o croce’ sono molto lontane nel tempo, già nell’antica Grecia esisteva un passatempo simile. Il gioco è poi diventato comune in molte culture mutando il nome in base alle raffigurazioni presenti sulle facce delle monete utilizzate. Ad esempio nell’antica Roma il gioco era denominato ‘navis aut caput’ (nave o testa), dal momento che su alcune monete romane era rappresentata una nave su una faccia e la testa dell’imperatore sull’altra. Il ‘testa o croce’ che conosciamo noi, invece, deriva dalle due facce delle nostre monete, una con il simbolo testa, spesso raffigurante il volto del Re, l’altra con il simbolo cristiano della croce. Il profilo del monarca unito al simbolo della croce stava a significare il potere divino della monarchia.

(Fonte: Wikipedia)

 

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Fausto Raso

Sono Fausto Raso, giornalista pubblicista, laureato in Scienze della comunicazione e specializzato in Editoria e giornalismo. Da sempre mi sono occupato delle problematiche linguistiche. Titolare della rubrica di lingua “Nostra Lingua Madre e Matrigna” del “Giornale d’Italia” dal 1990 al 2002, collaboro con varie testate, tra cui il periodico romano “Città mese” del quale sono anche garante del lettore. Sono stato consulente linguistico di varie emittenti radiofoniche locali. Ho scritto con Carlo Picozza, giornalista de La Repubblica, il libro “Errori e Orrori. Per non essere piantati in Nasso dall’italiano”. In questo blog vi racconterò le origini dei più comuni modi di dire utilizzati nella lingua italiana.

 

 

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