Perché si dice…”Testa o croce”

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Continua il nostro viaggio alla scoperta delle origini storiche e gli aneddoti che si celano dietro le espressioni che usiamo quotidianamente durante la vita di tutti i giorni. Oggi vi spieghiamo l’origine dell’espressione ‘Testa o croce

‘Testa o croce’ la tecnica più comune per operare una scelta tra due possibili, con uguale probabilità che capiti una o l’altra. Si effettua utilizzando una moneta e consiste semplicemente nell’associare a priori le due scelte possibili alle due facce della moneta, lanciare quest’ultima in aria, e considerare vincente la scelta relativa alla faccia mostrata della moneta dopo la caduta.

 

Le origini del ‘testa o croce’ sono molto lontane nel tempo, già nell’antica Grecia esisteva un passatempo simile. Il gioco è poi diventato comune in molte culture mutando il nome in base alle raffigurazioni presenti sulle facce delle monete utilizzate. Ad esempio nell’antica Roma il gioco era denominato ‘navis aut caput’ (nave o testa), dal momento che su alcune monete romane era rappresentata una nave su una faccia e la testa dell’imperatore sull’altra. Il ‘testa o croce’ che conosciamo noi, invece, deriva dalle due facce delle nostre monete, una con il simbolo testa, spesso raffigurante il volto del Re, l’altra con il simbolo cristiano della croce. Il profilo del monarca unito al simbolo della croce stava a significare il potere divino della monarchia.

(Fonte: Wikipedia)

 

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Omero

Tutti mi conoscono come il poeta greco autore dell’Illiade e dell’Odissea, ma in pochi sono certi della mia identità. Alcuni sostenevano che fossi figlio di una ninfa, altri mi credevano discendente di Orfeo, alcuni mi descrivevano come un cantore cieco che errava da una città all’altra. Tutto ciò ha permesso di creare intorno a me farne una figura mitica, proprio come i personaggi delle mie opere. Ecco perché, in questo blog, vi racconterò tutti i segreti su come si racconta una storia e le regole per far entrare un racconto nel mito.

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