Perché si dice… ”Per un punto Martin perse la cappa”

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Prosegue il nostro viaggio alla scoperta delle origini storiche e gli aneddoti che si celano dietro le espressioni che usiamo quotidianamente durante la vita di tutti i giorni.

 

Oggi vi spieghiamo l’origine dell’espressione ‘Per un punto Martin perse la cappa‘.

 

La frase  viene comunemente usata per indicare la perdita, per una disattenzione, di qualcosa d’importante e di desiderato.

 

Secondo la tradizione, che risale al XVI secolo, Martino era abate del monastero di Asello. Volendo abbellire la sua abbazia, decise di apporre sul portale principale un cartello di benvenuto che recitasse: ‘Porta patens esto. Nulli claudatur honesto‘ ossia ‘La porta sia aperta. A nessuna persona onesta sia chiusa‘ (oppure anche ‘Porta, rimani aperta. Non chiuderti a nessun uomo onesto‘).

La frase era bella e ospitale ma chi esegui’ l’incisione, nello scriverla, mise il punto dopo la parola nulli anziche’ dopo esto.

L’iscrizione divenne cosi’: ‘Porta patens esto nulli. Claudatur honesto‘ ossia ‘La porta non sia aperta a nessuno. Sia chiusa alle persone oneste‘.

Per l’errore commesso, Martino venne sollevato dalla carica di abate, perdendo cosi’ la cappa, cioe’ il mantello, che di tale dignità era simbolo.

(Fonte: Wikipedia)

 

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Omero

Tutti mi conoscono come il poeta greco autore dell’Illiade e dell’Odissea, ma in pochi sono certi della mia identità. Alcuni sostenevano che fossi figlio di una ninfa, altri mi credevano discendente di Orfeo, alcuni mi descrivevano come un cantore cieco che errava da una città all’altra. Tutto ciò ha permesso di creare intorno a me farne una figura mitica, proprio come i personaggi delle mie opere. Ecco perché, in questo blog, vi racconterò tutti i segreti su come si racconta una storia e le regole per far entrare un racconto nel mito.

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