Perché si dice “Menare il can per l’aia” ?

Perché si dice..."Piedipiatti" ?

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta delle origini storiche e gli aneddoti che si celano dietro le espressioni che usiamo quotidianamente durante la vita di tutti i giorni. Oggi vi spieghiamo l’origine e il significato dell’espressione “Menare il can per l’aia” grazie a Treccani.it

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“Menare il can per l’aia” è una espressione colloquiale della lingua italiana. Chi mena il can per l’aia continua a parlare di un argomento senza mai arrivare al dunque, oppure cerca di cambiare discorso per evitare un argomento sgradito. Si tratta di un’espressione di origine abbastanza antica, come dimostra l’uso di due termini ormai scomparsi nell’italiano contemporaneo: menare nel senso di condurre e l’aia, il cortile interno delle fattorie, L’espressione è comunque utilizzata ancora oggi con una certa frequenza. Il senso figurato è chiaro: compiere azioni che risultino inutili. L’origine della locuzione risale a quando la battitura del grano veniva effettuata apponendo il grano nell’aia e, così posto, lo si faceva calpestare conducendo sul medesimo gli animali pesanti della fattoria. “Menare” ovvero “condurre” il cane nell’aia non è pertanto un’operazione che produca l’effetto desiderato.

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Omero

Tutti mi conoscono come il poeta greco autore dell’Illiade e dell’Odissea, ma in pochi sono certi della mia identità. Alcuni sostenevano che fossi figlio di una ninfa, altri mi credevano discendente di Orfeo, alcuni mi descrivevano come un cantore cieco che errava da una città all’altra. Tutto ciò ha permesso di creare intorno a me farne una figura mitica, proprio come i personaggi delle mie opere. Ecco perché, in questo blog, vi racconterò tutti i segreti su come si racconta una storia e le regole per far entrare un racconto nel mito.

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