Perché si dice

Fausto Raso

Perché si dice… ”Lacrime di coccodrillo”

21012015094827_sm_10482

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta delle origini storiche e gli aneddoti che si celano dietro le espressioni che usiamo quotidianamente durante la vita di tutti i giorni.

 

Oggi vi spieghiamo l’origine dell’espressione ‘Lacrime di coccodrillo‘.

 

La frase ‘Piangere lacrime di coccodrillo’ è un modo di dire tipicamente italiano, che ha corrispettivi in numerose altre lingue. Si riferisce a chi finge di provare dispiacere quando in realtà è disinteressato (o, a volte, anche compiaciuto) rispetto al fatto causante dolore. Nella tradizione della Grecia antica, un’espressione simile era ‘lacrime megaresi’, riferita all’indole degli abitanti di Megara, ritenuti falsi e ipocriti dagli ateniesi.
Il detto trae origine dal mito secondo cui i coccodrilli verserebbero lacrime di pentimento dopo aver ucciso le loro prede o dopo averle divorate. Esistono diverse varianti di questo mito; spesso la credenza è riferita in modo specifico al caso di coccodrilli che divorano prede umane, ma in alcuni casi viene anche riportato che a piangere sarebbe la femmina di coccodrillo che ha appena divorato i propri piccoli. La femmina di coccodrillo in effetti, che depone le numerose uova sulla terraferma, dopo la nascita dei piccoli li trasporta in acqua, al sicuro dai predatori, mettendoli in bocca, e durante questa operazione, la lacrimazione aumenta di intensità.

 

(Fonte: Wikipedia)

 

© Riproduzione Riservata
Tags

Fausto Raso

Sono Fausto Raso, giornalista pubblicista, laureato in Scienze della comunicazione e specializzato in Editoria e giornalismo. Da sempre mi sono occupato delle problematiche linguistiche. Titolare della rubrica di lingua “Nostra Lingua Madre e Matrigna” del “Giornale d’Italia” dal 1990 al 2002, collaboro con varie testate, tra cui il periodico romano “Città mese” del quale sono anche garante del lettore. Sono stato consulente linguistico di varie emittenti radiofoniche locali. Ho scritto con Carlo Picozza, giornalista de La Repubblica, il libro “Errori e Orrori. Per non essere piantati in Nasso dall’italiano”. In questo blog vi racconterò le origini dei più comuni modi di dire utilizzati nella lingua italiana.

 

 

Utenti online