Perché si dice… ”Essere in borghese”

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Prosegue il nostro viaggio alla scoperta delle origini storiche e gli aneddoti che si celano dietro le espressioni che usiamo quotidianamente durante la vita di tutti i giorni.

 

Oggi vi spieghiamo l’origine dell’espressione ‘Essere in borghese‘.

 

L’espressione viene utilizzata per indicare qualcuno vestito con abiti non riconducibili al suo mestiere, o più in generale qualcuno che agisce in incognito.

 

Erano chiamati ‘borghesi’ coloro i quali vivevano bei borghi, cioè i villaggi fortificati in uso ai tempi del Medioevo. Vi abitavano artigiani e bottegai che costituivano la classe popolare cittadina, in contrapposizione alla nobiltà. Soltanto alla fine del 700, in Francia, il termine borghese costituì una vera e propria classe, appartenente al Terzo Stato, mentre il Secondo era composto dai Nobili ed il Primo dal Clero.

 

Durante le assemblee tenute dagli Stati Generali di Francia, il clero e la nobiltà indossavano le divise, invece il Terzo Stato non indossava uniformi, quindi ‘essere in borghese’ significava indossare comuni abiti civili.

(Fonte: Wikipedia)

 

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Omero

Tutti mi conoscono come il poeta greco autore dell’Illiade e dell’Odissea, ma in pochi sono certi della mia identità. Alcuni sostenevano che fossi figlio di una ninfa, altri mi credevano discendente di Orfeo, alcuni mi descrivevano come un cantore cieco che errava da una città all’altra. Tutto ciò ha permesso di creare intorno a me farne una figura mitica, proprio come i personaggi delle mie opere. Ecco perché, in questo blog, vi racconterò tutti i segreti su come si racconta una storia e le regole per far entrare un racconto nel mito.

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